Il documento consegnato ai consiglieri comunali - feb10
Data: Domenica, 21 febbraio @ 12:10:19 CET

22 gennaio 2010 (consegna all'assessore solo la parte dispositiva in punti)
8 febbraio (consegna ai capigruppo - intero documento)
11 febbraio (consegna ai consiglieri - intero documento)


Ai Consiglieri Comunali di Rimini


Gent.mi Consiglieri,

come sapete il 18 febbraio 2010, su richiesta della nostra associazione, si terra un'importante seduta del Consiglio Comunale, convocato in sessione straordinaria sul tema specifico del risanamento del sistema fognario Riminese

Vi ringraziiamo innanzitutto per l'opportunità che avete deciso di dare alla città, riconoscendo alla stessa un'importante momento di confronto che siamo sicuri sarà aperto, sincero, pragmatico e propositivo per affrontare tutti assieme senza divisioni o steccati, la più grande, lunga e complessa sfida che la nostra città si troverà a dover affrontare nei prossimi decenni, soprattutto per il mantenimento della sua industria turistica: il risanamento fognario.

Una sfida che sarà vinta da noi e da voi assieme al contributo di tutte le amministrazioni che verranno. E se riuscirete a votare un documento di indirizzo pensato e costruito con pragmatismo e senso di civica responsabilità, come quello che proponiamo, a voi resterà il merito di aver iniziato un processo lungo, ma storicamente fondamentale.

Un piano generale delle fognature c'è e lo riconosciamo

1. Sono state impiegate risorse importanti, ci sono ampie parti del piano che vanno molto bene sono semplicemente da adattare a una realtà che è in evoluzione, anche e soprattutto dal punto di vista normativo.
2. Altre parti necessitano solo alcuni accorgimenti per renderlo rendere il piano stesso robusto e applicabile con efficacia anche alle condizioni future che si presenteranno in ragione del normale sviluppo sia della città che dell'ambiente circostante e che oggi possono solo essere stimate.
3. Sono l'impostazione generale e l'obiettivo finale che richiedono un deciso cambio di marcia.

Basta Merda in Mare, continuando la sua tradizione di obiettività e rigore e di non integralismo nell'osservazione dello stato delle cose, non ha chiesto questo consiglio comunale tematico per distruggere in toto o rigettare gran parte dell'importante lavoro fatto, che per noi, come crediamo anche per voi, vorrebbe dire seguire una logica del rifare sempre tutto da capo per non iniziare mai. Né siamo giunti qui per fare propaganda politica.


Dove siamo arrivati e da dove ripartire

Il piano del 1972 prevedeva una progressiva separazione delle reti bianca e nera, mentre dopo quasi 40 anni la rete attuale è sostanzialmente una mista, e si paventa il mantenimento di una tale situazione anche per il futuro.
La separazione delle reti in bianca e nera è stata ritenuta necessaria anche dai progettisti dell'attuale piano delle fognature del 2006 e lo stesso comune ha ritenuto che "l'obiettivo finale rimane comunque l'adozione di un sistema separato per il drenaggio delle acque reflue sull'intero territorio comunale di Rimini (SOLUZIONE 1)."
Fatte queste affermazioni di principio, il piano però prevede di mantenere la rete mista per la parte di Rimini a sud del porto canale, liquidando la separazione con queste parole: "La scelta di proporre il mantenimento dell'attuale tipologia di rete su tutto il territorio comunale, ad eccezione di Rimini Nord (SOLUZIONE 2) discende da considerazioni di natura meramente tecnica ed economica. Infatti, stante gli elevati costi per la realizzazione di tali nuove opere, unitamente a una non secondaria difficoltà nell'esecuzione dello sdoppiamento della rete, si ritiene che la completa separazione della rete non può essere attuata nell'ambito e nell'orizzonte temporale ventennale del presente Piano del Sistema Fognario".

Non si può accettare questa motivazione in primis perché non si sono viste le motivazioni tecnico economiche (a parte una generica difficoltà per il centro storico, che peraltro è una zona limitata della città) e soprattutto perché l'orizzonte ventennale è un orizzonte amministrativo, che serve per redigere i progetti, i finanziamenti, gli atti necessari.
E' infatti la visione generale di un piano fognario che deve necessariamente diversa

Questo è il punto chiave di tutta la nostra analisi
L'orizzonte temporale delle fognature è strutturalmente lunghissimo. Ogni condotta interrata manifesterà i suoi effetti, nel bene e nel male per molti decenni, per non dire secoli (basta pensare alle fognature romane di altre realtà). Tutto quanto non sarà realizzato e pensato ora dovrà essere realizzato in futuro con difficoltà molto maggiori.

Per questo la prima e più importante modifica che chiediamo e quella relativa all'obiettivo stesso del piano, che nell'intenzione dei redattori del piano stesso era stata ventilata come ottimale, ma non perseguibile a causa del vincolo temporale posto al piano, che deve decadere. (punto 1 della nostra proposta di delibera e punti 2.1, 2.1 )

Le altre modifiche che chiediamo sono una diretta conseguenza di questo cambio strategico, che ripetiamo, non consiste di rigettare il piano approvato, ma di cambiare l'ordine di alcuni dei lavori da esso previsti, dando priorità a quelle parti che meglio si sposano con l'orizzonte futuro dei una rete separata ed iniziandone subito altri, di modesta entità e realizzabili in tempi brevissimi, e che si da subito porterebbero dei benefici alla rete (punti 2.8, 2.9, 2.10), mentre il progressivo lento lavoro di proseguirebbe diminuendo anno per anno i problemi di sovraccarico, per giungere alla progressiva eliminazione quasi totale delle acque nere a mare e prevedendo un controllo più rigoroso sulle acque bianche attraverso le condotte e le vaste di prima pioggia così come previsto dal piano.

Anche su questo fronte è necessaria una modifica sostanziale sulla lunghezza delle condotte e sull'analisi del tipo di acque che ne uscirà. Anche qui non si tratta di rigettare il piano, ma di rendere sostenibile la sua azione, prevedendo una lunghezza delle condotte adeguata alle profondità marine, che dovranno essere tali (almeno 10 metri in prossimità al termine di ogni condotta) da rendere sostenibile dal punto di vista ambientale e sanitario ogni tipo di scarico. (punti 2.3, 2.4)

Controllo dell'evoluzione futura e mantenimento dell'obiettivo finale.

La quantità dell'acqua in gioco, le verifiche idrauliche, i dimensionamenti delle condotte e delle pompe, e le verifiche della qualità dell'acqua conferita in mare, sono stati calcolati sulla base di modelli idraulici a cui sono stati dati come parametri di ingresso valori ragionevolmente prevedibili legati a dati disponibili: il Prg in vigore, i fabbisogni d'acqua pro capite stimati sulle esigenze attuali, la crescita demografica, lo storico delle precipitazioni.
" Quanto è ampio l'orizzonte temporale considerato?
" E quanto sono prevedibili le variazioni di questi parametri?
" Cosa succede se riprende la crescita edilizia?
" aumenta, come tutti si auspicano, la presenza turistica o congressuale, o cambia il clima o se i territori a monte del comune di Rimini modificano i loro assetti idraulici?
" Sono passati 4 anni dall'approvazione del piano, il 20% del suo orizzonte temporale. Quanto è stato realizzato?
" Le ipotesi e previsioni del piano hanno trovato riscontro con la realtà? I modelli sono attinenti al reale?
" E cosa succede alle verifiche di diluizione e qualità dell'acqua versata in mare se nel frattempo è cambiata la normativa sulle analisi dell'acqua di balneazione?
" Sono ancora adatti gli scarichi a mare ipotizzati?

Sempre coerentemente con l'impostazione presa, gli interventi previsti dall'attuale piano dovranno quindi mantenersi all'interno di un binario di sostenibilità definito e che non pregiudichi l'obiettivo finale (punto 1), prevedendo in anticipo anche aree di intervento, come l'individuazione di aree per nuovi bacini di stoccaggio, necessarie al mantenimento degli obiettivi in relazione all'evoluzione urbanistica della città, e costituendo al contempo degli organi neutrali di controllo e monitoraggio dei lavori. (punti 2.5 ,2.6, 2.7, 2.11)

E' inevitabile che l'acqua piovana prima o poi vada a mare, lo sappiamo bene anche noi. Ma deve essere la meno sporca possibile e conferita il più lontano possibile dalle zone di balneazione, e diluita il più possibile, e devono essere trovati anche sistemi, il più efficienti possibili, per il riutilizzo dei reflui, per i quali già esiste un piano di fattibilità che è solo da mettere in atto (punto 2.12), o sono pronti progetti di riqualificazione ambientale che prevedono l'utilizzo delle stesse (vedi parco Marecchia e bacino del ponte di Tiberio).

Perseguire la migliore qualità dell'acqua scaricata in mare è una necessità. Lo chiede anche il "Forum Rimini Venture" a supporto del piano strategico che richiede "l'eliminazione completa degli scarichi in mare tutto l'anno". Lo chiede il Comune stesso quando nel piano fognature riprende l'affermazione del Prg: "venuta meno la necessità di inseguire lo sviluppo demografico con quello edilizio, ci si prefigge di perseguire un miglioramento della qualità della risorsa abitativa esistente."

Cari Consiglieri
Perché fate politica? Per chi? Se vi guardate attorno vedete amici, compagni, avversari e cittadini. Se guardate oltre vedrete i vostri nipoti che saranno loro stessi responsabili della loro storia. Ma saranno loro a dover portare avanti il processo che deve essere iniziato oggi.
Un processo virtuoso, curativo, lungo, anzi lunghissimo, da portare aventi con costanza e ragionevolezza a cui chiediamo sia dato il via senza differenze di steccato, di ideali, di appartenenze. Solo per la città, per il suo "intestino profondo" che da sempre, in ogni comunità, rappresenta la chiave per la salute, la bellezza, la vitalità di ogni città. E Rimini in questo potrà essere ancora una volta all'avanguardia, se riconoscerà la priorità di questa emergenza.

Alcune azioni sono semplicissime e di immediata realizzazione. Per altre sarà necessario un impegno congiunto di tecnici, politici, cittadini e di nipoti, che saranno chiamati anche loro a controllare il lavoro che per noi e per loro dobbiamo iniziare oggi.


E quindi per coerenza con le dichiarazioni fatte, chiediamo che il consiglio comunale riveda la sua scelta che esclude la separazione totale delle reti e si esprima positivamente su queste richieste:


1) abolizione dalla relazione accompagnatoria del piano della frase:
...
" Infatti, stante gli elevati costi per la realizzazione di tali nuove opere, unitamente ad una non secondaria difficoltà nell'esecuzione dello sdoppiamento della rete, si ritiene che la completa separazione della rete non può essere attuata nell'ambito e nell'orizzonte temporale ventennale del presente Piano del Sistema Fognario. Da qui la necessità di privilegiare una scelta che vede il mantenimento, ove presente, dell'attuale struttura fognaria unitaria presso Rimini Centro e Rimini Sud e la separazione delle reti a Rimini Nord e nelle aree di nuova urbanizzazione. L'obiettivo finale rimane comunque l'adozione di un sistema separato per il drenaggio delle acque reflue sull'intero territorio comunale di Rimini

e sua sostituzione con :
.....
" L'obiettivo finale è l'adozione di un sistema separato per il drenaggio delle acque reflue sull'intero territorio comunale di Rimini.

....

2) il consiglio comunale impegna la giunta comunale a:

2.1) predisporre entro 1 anno, un piano di fattibilità per la separazione completa della rete;

2.2) a predisporre uno schema delle fasi attuative, o stralci temporali, del piano;

2.3) a non costruire condotte a mare se prima non sia stata verificata, con tutte le autorità competenti, la loro capacità di conseguire gli obbiettivi imposti dalle nuove norme sulla balneazione;
(si intende quindi che dove sussistano le condotte - specialmente quelle di rete mista, che saranno temporanee in attesa che il processo di separazione delle reti sia portato a termine - dovranno scaricare in condizione di profondità marine adeguate, indicativamente oltre i 10 metri, tali da rendere sostenibile dal punto di vista ambientale e sanitario ogni tipo di scarico);

2.4) a non costruire nuove condotte a mare se prima non siano state le costruite le corrispondenti vasche di prima pioggia, e il loro impianto di monitoraggio, e predisposto un piano di manutenzione della condotta;

2.5) a non eseguire parti del piano che possano compromettere la realizzazione dello sdoppiamento delle fognature, prima dell'approvazione del piano di fattibilità di cui al punto 2.1);

2.6) individuare un sistema di accesso ai dati sullo stato delle condotte, sulla qualità e quantità degli scarichi a mare e sulla qualità delle acque di balneazione, e di diffusone degli stessi che sia chiaro, completo e pubblico;

2.7) individuare nel prg idonee aree di riserva per la costruzione di ulteriori future vasche di prima pioggia e laminazione, nel caso le previsioni del piano nel tempo si rivelassero insufficienti;

2.8) predisporre un piano per la sistemazione delle caditoie e delle chiusure dei tombini al fine di limitare la fuoriuscita di odori;

2.9) iniziare sin da subito la mappatura degli allacciamenti privati (specialmente nelle zone storiche) per stabilirne la regolarità e verificare la presenza delle vasche Imhoff dove necessarie;

2.10) predisporre un piano periodico di lavaggio delle strade e cacciate d'acqua nelle condotte al fine limitare accumuli di materiale inquinate e depositi (e in generale di ridurre il rischio inquinamento nel caso di eccezionali scarichi a mare);

2.11) predisporre periodici incontri di informazione e verifica dell'applicazione e funzionamento del piano, con le organizzazioni coinvolte nella gestione e nel controllo;

2.12) dare esecuzione al piano di riutilizzo delle acque reflue prodotte dagli impianti di depurazione presenti nel territorio comunale, di cui già esiste un piano di fattibilità.







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